Bocuse
24 Ottobre 2021
Bocuse
24 Ottobre 2021
Cenare a Lione al Ristorante di Paul Bocuse per un appassionato di enogastronomia, rappresenta una sorta di rito, un viaggio emozionale, un tuffo nel cuore della cucina francese. Nonostante il proprietario sia scomparso diversi anni fa e nonostante la Guida Michelin abbia privato il locale di una stella portandolo a due dopo diversi decenni in cui nessuno avrebbe mai immaginato di “declassare” questo autentico tempio, entrare e sedersi ad uno dei tavoli, viverne l’atmosfera sfarzosa e un pochino kitsch degli arredamenti, osservare il continuo andirivieni di maitres, sommeliers e commis affaccendati a porzionare, stappare e servire, fa vivere la sensazione di partecipare non solo ad una cena ma ad un autentico evento.
Il menù degustazione comprende alcuni
veri e propri monumenti della cucina , come la...
Il menù degustazione comprende alcuni veri e propri monumenti della cucina, come la “Soupe aux truffes noires”, un piatto creato nel 1975 per un banchetto di gala all’Eliseo, o come il “Volaille de Bresse en vessie”, un pollo di Bresse ricoperto di tar-tufo nero e cotto all’interno di una vescica di maiale, porzionato direttamente al tavolo e ricoperto di salsa e funghi. Sì è vero, i piatti sono tutti particolarmente ricchi di sal-se e sapori burrosi, ma non sono mai stucchevoli e riportano alla memoria l’alta cucina tradizionale francese, sempre piuttosto opulenta.
Le varie portate vengono poi intervallate da alcune piccole chicche, come la “Granité des vignerons de Beaujolais”, una piccola granita di Aligotè servita all’interno di un tastevin.
Si arriva poi al trionfo finale, con un carrello dei formaggi e uno dei dolci assolutamente monumentali per scelta di prodotti e sfarzo di colori, una vera e propria esplosione di golosità. In casi come questo non può mancare una visita in cucina, dove ci si rende immediatamente conto dell’organizzazione estrema, del puntiglio rigoroso con cui vengono preparati i vari piatti, di come nulla sia lasciato al caso, dall’arrivo della materia prima all’uscita del piatto finito. Indimenticabile il frigorifero a vista con i polli farciti pronti per essere preparati o la stanza refrigerata dove viene preparato il pesce, lavoro che viene fatto a bassa temperatura per evitare sbalzi termici che potrebbero alterare la freschezza dei prodotti.
Infine un accenno alla carta dei vini, monumentale come si conviene a ristoranti come questo, vini e profondità di annate di altissimo livello, con ricarichi altrettanto importanti. In pratica potete trovare qualsiasi prodotto vi suggerisca la vostra fantasia, purché siate disposti a non guardare al portafogli. È possibile comunque scegliere diversi vini al calice, cosa che permette di bere bene, fare gli abbinamenti adeguati e non svenarsi. Si tratta di sicuro di un’esperienza da vivere, sapendo che non si tratta semplicemente di una cena, ma di un viaggio multidimensionale nella storia della cucina francese, con i suoi riti e le sue rappresentazioni più famose che, se vogliamo proprio dircela tutta, hanno gettato le basi di quella che oggi viene considerata la cucina gourmet nel mondo.
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