Capo di Stato 2013

25 Settembre 2022

Capo di Stato 2013

25 Settembre 2022

L' Etichetta

Degustazione

Siamo in piena Marca Trevigiana, a Venegazzù, e il proprietario del fondo negli anni ‘60 era il conte Pietro Loredan Gasparini, discendente del Doge, ricchissimo e dalle passioni politiche così radicate da venire sfiorato dalla cronaca nera degli anni di piombo. Limitandoci al settore enoico, al conte Loredan va il merito di essersi cimentato per anni nella produzione di vini dal tipico taglio bordolese, ma strettamente legati al territorio di provenienza. Una tiratura che nel 1964 scelse di impreziosire con una “Riserva” ottenuta dalle migliori uve dell’azienda, tra cui quelle dello storico vigneto “100 piante”, piantumato nel 1946 a cabernet sauvignon, merlot, cabernet franc e malbec. Nacque così il “Capo di Stato”, un vino che a pochi anni dal suo battesimo raggiunse una inaspettata consacrazione. Correva l’anno 1967 e, durante una visita a Venezia, venne offerto al generale de Gaulle e alla sua signora. Da quel momento quello che era semplicemente un Venegazzù Rosso, ricevette elogi solenni dalla coppia presidenziale, tanto che il conte Loredan decise di dedicare a loro il vino, commissionando al pittore padovano Tono Zancanaro due etichette che li ritraessero. Nel 1972 l’azienda, che oggi conosciamo come Loredan Gasparini, è passata all’imprenditore Giancarlo Palla e, successivamente, ereditata dal figlio. In tutto questo tempo la produzione del “Capo di Stato” si è mantenuta rispettosa dello stile originario, nonostante il territorio sia oramai ad esclusivo appannaggio della produzione di Prosecco.

Passiamo alla degustazione di questo 2013:

nel calice si viene accolti da un granato luminoso e da un olfatto esuberante ricco di frutti di bosco neri (mora e mirtillo), una nota floreale di violetta, una leggera speziatura di anice, note di tabacco, humus e un tocco erbaceo che non disturba affatto, ma che piuttosto si integra alla perfezione nel quadro complessivo. L’assaggio è di una succosità e di una bevibilità entusiasmanti, con tannini perfettamente integrati. La freschezza lo sostiene e lo allunga in una chiusura dai toni fruttati, invogliando a berne un secondo bicchiere. Un vino che si lascia godere appieno ora ma che conserva un grande potenziale di invecchiamento.

Questo l’uvaggio di composizione:    cabernet sauvignon 40%, cabernet franc 15%, merlot 40%, malbec 5%

 

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