Celèstia

28 Agosto 2023

Celèstia

28 Agosto 2023

Ancora una volta Cesenatico si conferma un importante palcoscenico per la gastronomia in Romagna. È proprio qui infatti che ha aperto da pochi mesi Celèstia, un ristorante che ha preso vita in quella che era stata la vecchia sede del Magnolia in Viale Trento 31, prima che il famoso stellato si trasferisse sulle colline cesenati. Dopo una decisa rivisitazione degli ambienti e degli arredi, lo Chef Gianluca Renzi ha deciso di avviare qui assieme al suo staff la sua nuova avventura culinaria. Cresciuto alla corte di Heinz Bech al Ristorante la Pergola di Roma, ha poi seguito diversi ristoranti stellati del suo maestro in Italia e nel mondo, per proseguire poi con altri ristoranti di altissimo livello ed approdare infine a Cesenatico.

.. i piatti sono decisamente caratterizzati da quella che definirei una perfetta armonia di colori e sapori

Il menù prevede diverse proposte a base di pesce e di carne, ma soprattutto tre menù degustazione : Ponente di 8 portate, Levante di 5 portate ed un Light Lunch di 3 portate a scelta dal menù, previsto solo a pranzo durante la settimana. Per ognuna delle propose è possibile chiedere un abbinamento vini proposto dal sommelier di sala.

Assieme ai nostri amici Mara e Giovanni abbiamo optato per il menù Levante, una scelta voluta per cercare di capire la filosofia dello Chef, oltre che per l’attrattività dei piatti.

Abbiamo fatto presente che per alcuni di noi sarebbe stato un problema il pesce crudo previsto per le prime due portate, cosa immediatamente recepita e risolta con piatti leggermente modificati.

Come inizio ci sono stati offerti alcuni piacevolissimi appetizer, gustosi e particolarmente golosi. Assieme a questi abbiamo ricevuto una prima selezione di grissini, pane e focaccia proposti con assaggi di burro, olio EVO dell’oleificio umbro Marfuga e acqua di pomodoro, serviti in piccoli contenitori di ceramica.

 

Questa la sequenza delle cinque portate della degustazione Levante.

Scampo, gazpacho di anguria, lime salato e cocco.

Un piatto bellissimo da vedere, con uno splendido mix di colori, ma soprattutto buonissimo da mangiare, per il suo perfetto equilibrio di sapori.

Tonno, bagna càuda e nervetti. 

Una portata di grande equilibrio gustativo, bella la presentazione e nonostante alcuni elementi potessero far pensare a gusti decisi, è l’armonia complessiva del gusto a prevalere ancora una volta.

Spaghetti all’acqua di pomodoro, lupini e prezzemolo.

Ricetta che definirei strepitosa nella sua semplicità, la freschezza del pomodoro perfettamente bilanciata dalla sapidità dei lupini e dalla cremosità della pasta, crea di nuovo un’armonia perfetta che ne esalta la grande golosità.

Rombo, maionese d’ostrica rosa, pesche e dragoncello. 

Di nuovo un grande piatto gestito davvero con mano felice dallo Chef che riesce ad esaltare i sapori dei vari elementi riuscendo a non coprire la delicatezza del rombo, ma anzi riesce ad esaltarla.

Successivamente ci è stato offerto un pre dessert e, a seguire:

Gelato alla liquirizia, sesamo tostato e kiwi.

Un dolce in cui armonia dei sapori ed equilibrio degli elementi sorprendono e conquistano. Piacevolissimo da vedere e golosissimo da mangiare.

A seguire, assieme al caffè, ci sono state offerte alcune gradevolissime coccole dolci ad accompagnare il finale di serata.

Abbiamo abbinato alla nostra cena un Trento DOC Maso Martis Rosè.

Conclusioni.

Molto bella la location, la rivisitazione dei locali con la creazione di tre ambienti diversi ed i nuovi arredi hanno creato un clima sobrio ed elegante senza particolari ingessature.

Moltissima attenzione ai particolari, come ad esempio la proposta di una piccola carta delle acque minerali, o il cambio di tovagliolo prima di passare ai dolci.

Bravissime le due ragazze in sala la sera della nostra visita, attente, discrete, precise nelle descrizioni. In particolare poi con la responsabile di sala Kim abbiamo chiacchierato e “sfogato” la nostra curiosità con parecchie domande, ricevendo in cambio una cordialità non sempre comune in questo tipo di ristoranti.

Che dire infine dello Chef che non sia ripetitivo, i suoi piatti sono decisamente caratterizzati da quella che definirei una perfetta armonia di colori e sapori. Tutto il carattere degli ingredienti utilizzati è ben rappresentato, senza però mai andarsi a coprire l’uno con l’altro, una caratteristica che mi ha colpito in modo particolare e che poche altre volte mi è capitato di ritrovare in maniera così costante.

Infine due piccolissime critiche: i tavoli, nonostante siano perfettamente arredati anche con piccoli accessori di vetro e ceramica colorati ed eleganti, mancano di tovagliato, cosa che personalmente non apprezzo in modo particolare, anche se capisco come questo segua una sorta di trend del periodo.

La carta dei vini: anche in questo caso la critica è piuttosto leggera, capisco che il locale abbia bisogno di tempo per avere una proposta con prodotti con una certa profondità di annate, cosa che in questo momento non è particolarmente presente.

Se posso però permettermi un suggerimento, cercherei di creare una carta con maggiore identità, identificando alcuni prodotti di territorio e puntando su quelli che meglio si adattano ai piatti della cucina, in modo da creare un connubio preciso da proporre ai clienti. 

Sono comunque convinto che, vista l’attenzione che abbiamo notato durante la nostra visita, anche quelle dei vini siano delle lievi lacune che verranno colmate presto.

Detto tutto questo, devo dire che abbiamo passato una piacevolissima serata, cenato molto bene ed abbiamo lasciato il locale ripromettendoci di tornare presto, per assaggiare alcuni altri piatti che abbiamo visto in carta.

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