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Tenimenti d’Alessandro: l’energia del cambiamento

13 Giugno 2022

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Tenimenti d’Alessandro: l’energia del cambiamento

13 Giugno 2022

Immersa nella splendida campagna della Val di Chiana, Cortona rappresenta oramai da anni una perla nel panorama vinicolo italiano. Il vitigno simbolo di questo territorio è senza dubbio il syrah, vitigno di origine francese ed in particolare della valle del Rodano, che qui ha trovato le condizioni ideali di sviluppo permettendo la produzione di vini di grande qualità. Senza alcuna ombra di dubbio l’artefice principale della crescita dei vini di questa zona è stata la famiglia d’Alessandro, che recentemente, nel 2013, ha ceduto la proprietà alla famiglia Calabresi.
Ma procediamo con ordine, Tenuta d’Alessandro sorge su quella che era una delle più grandi fattorie della zona, di proprietà della famiglia aristocratica fiorentina Maggi. 3000 ettari dedicati a colture tradizionali ed all’allevamento, una villa padronale ed una serie di edifici adibiti a magazzini di stoccaggio, stalle, scuderie ed abitazioni dei coloni, tale da costituire un vero e proprio villaggio con tanto di Chiesa.

Acquisita nel 1967 dalla famiglia d’Alessandro, la tenuta comincia la sua progressiva trasformazione

acquisita nel 1967 dalla famiglia d’Alessandro, la tenuta comincia la sua progressiva trasformazione seguendo un progetto imprenditoriale teso a sviluppare la viticoltura, sperimentando la coltivazione di nuovi vitigni che possano sostituire i tradizionali sangiovese, malvasia e trebbiano. In collaborazione con l’Università di Milano e con la consulenza di Attilio Scienza, vengono impiantate barbatelle dei più significativi vigneti francesi e per qualche anno se ne osserva lo sviluppo in rapporto ai terreni che sono stati selezionati.
Dopo 8 anni di lavoro, si decide che i vitigni più adatti ad essere impiantati su questi terreni ondulati che vanno dai 280 ai 350 metri s.l.m, sono il viognier nel versante ad est dell’azienda, dove assieme all’argilla troviamo una discreta quantità di sabbie ed il syrah sul versante aziendale rivolto ad Ovest, più ricco di limo. Da questo momento in poi comincia una lunga battaglia per l’inserimento dello syrah nella DOC Cortona, che all’epoca non era previsto neanche come uva da tavola.
Finalmente, quando alla guida della cantina era presente Marco Pallanti, attuale gestore di Castello di Ama, si arriva nel 1995 ad inserire la voce syrah di toscana nella denominazione, per poi arrivare nel 2000 al Cortona DOC, denominazione che inizialmente prevede il vitigno al 100%, per poi passare nel 2004 all’80% di syrah.
È proprio da questo momento che Tenuta d’Alessandro comincia a diventare famosa per il suo vino di punta “Il Bosco”, uno syrah in purezza pluripremiato dalle guide che rappresenterà a lungo una sorta di riferimento per la denominazione ed i produttori della zona. Alla guida della cantina arrivò poi, dal 1995 al 1997, Federico Staderini, periodo in cui le viti erano ancora parecchio giovani, essendo state piantate da circa 10 anni. Al contrario di oggi non si vinificava per parcella ma su una massa unica che poi veniva affinata in barriques di 3/5 anni.
Successivamente, dal 2001 al 2004, divenne consulente Stefano Chioccioli, che da subito impose uno stile diverso e più adatto ai tempi, con uso esclusivo di barriques nuove sia per la vinificazione che per l’affinamento. Il risultato fu un vino imponente per struttura e particolarmente adatto all’invecchiamento.
Contemporaneamente al Bosco, si svilupparono altri due vini aziendali: “Il Borgo”, secondo vino sempre a base syrah, ed il “Fontarca” un vino bianco a base di viognier in purezza.
Arriviamo infine al 2013, anno in cui la proprietà passa alla famiglia Calabresi.
Da subito vengono apportati cambiamenti importanti, in vigna viene avviata la conversione al biologico, le nuove vigne vengono impiantate a Guyot e con sesti d’impianto più limitati, abbandonando quindi il cordone speronato e gli 8.000 ceppi per ettaroutilizzati sino ad allora, che se da una parte portavano ad una buona qualità delle uve, dall’altra stressavano in modo esagerato le piante facendole durare troppo poco.
In cantina si cominciano a sperimentare fermentazioni a grappolo intero, per avere uno sviluppo aromatico vivo e nitido, e con la tecnica del cappello sommerso, per lavorare sullo sviluppo della trama tannica, per poi decidere alla fine con quale percentuale dei risultati arrivare all’assemblaggio. Ma lo scatto definitivo verso il cambiamento arriva nel 2015, quando l’azienda viene affidata a Filippo Calabresi, che giovanissimo, dopo una serie di esperienze in campo vitivinicolo svolte soprattutto negli Stati Uniti ed in Francia, arriva a gestire Tenimenti d’Alessandro.
Attualmente si stanno portando avanti tutte le sperimentazioni già accennate, si stanno completamente abbandonando le barriques nuove per passare a legni esausti di diverse dimensioni, al fine di ottenere vini più freschi, dove si tende a privilegiare la bevibilità alla struttura in assoluto.
Allo stesso tempo con l’utilizzo della tecnica a cappello sommerso e prolungando le macerazioni si cerca di lavorare sui tannini rendendoli più fini e meglio integrati nel vino.
Oltre a tutta questa serie di processi tecnici, è stata avviata una procedura di revisione del marchio e delle etichette, finalizzata anche ad un riposizionamento commerciale dei prodotti della cantina, creando una linea di vini “base” ed una gamma di livello più alto. Ma quello che forse è stato il cambiamento più forte è l’uscita dei vini aziendali dalla DOC Cortona.
Complice la bocciatura da parte della commissione tecnica di Valoritalia del rosso base annata 2016, Filippo ha deciso di uscire completamente dalla DOC, suscitando immediatamente una scia di polemiche, ma al tempo stesso prendendo una strada precisa e senza equivoci che mette al centro dell’attenzione il profilo aziendale.
A fine settembre siamo stati invitati ad una presentazione della gamma dei vini d’annata prossimi all’uscita, dove risulta ben riconoscibile l’idea di proporre vini di grande carattere ma al tempo stesso di grande bevibilità.
In coda alla presentazione, abbiamo poi partecipato ad una splendida verticale di 7 annate de “Il Bosco”, che ci ha permesso di ripercorrere una ventina d’anni di produzione di uno dei vini che rappresentano un’eccellenza del panorama vinicolo italiano.

REGIONE: TOSCANA
PRODUTTORE: Tenimenti d’Alessandro
DENOMINAZIONE: Toscana IGT Syrah
NOME: IL BOSCO
ANNO: 2015
VALUTAZIONE: 92/100

 

Si viene accolti da uno splendido color rubino intenso, luminosissimo. Al naso arrivano immediati i frutti neri: mora, mirtillo e ribes nero sono netti e gradevoli, qualche accenno floreale, una nota leggera di cera d’api e spezie dolci, sottili e poco invadenti. Al sorso dimostra la sua gioventù ed esuberanza, di grande struttura e spavaldo nei tannini, che comunque cominciano ad essere già integrati e fanno pensare ad un’evoluzione ricca ed elegante. La freschezza gli dona un grande slancio saporito e lascia intravedere una grande prospettiva.

REGIONE: TOSCANA
PRODUTTORE: Tenimenti d’Alessandro
DENOMINAZIONE: Cortona DOC Syrah
NOME: IL BOSCO
ANNO: 2010
VALUTAZIONE: 85/100

Di un bel rubino netto e compatto, fa pensare ad un vino ancora giovane. All’olfatto invece resta un tantino compresso, frutti neri e note speziate che, sia pure con gradevolezza, non lasciano spazio ad altre sensazioni. Anche l’assaggio non è particolarmente esplosivo, i tannini tendono ancora ad una certa rugosità, la freschezza è presente ma non esuberante, insomma un vino che sembra si voglia nascondere, senza difetti particolari, ma non si distende come ci si aspetterebbe.

REGIONE: TOSCANA
PRODUTTORE: Tenimenti d’Alessandro
DENOMINAZIONE: Cortona DOC Syrah
NOME: IL BOSCO
ANNO: 2007
VALUTAZIONE: 91/100

Aspetto visivo gradevolissimo, un rubino integro e di grande luminosità. All’olfatto parte quasi reticente, timido, per poi aprirsi in un’incredibile serie di variazioni odorose: frutti neri, viola e iris, cenni di cannella e anice stellato, note di sottobosco e poi il tabacco da pipa, la liquirizia, un tripudio di profumi. Anche l’assaggio è strepitoso, di grande equilibrio, con tannini perfettamente integrati nella struttura e la freschezza che gli dona golosità ed allo stesso tempo un grande slancio.

REGIONE: TOSCANA
PRODUTTORE: Tenimenti d’Alessandro
DENOMINAZIONE: Cortona DOC Syrah
NOME: IL BOSCO
ANNO: 2004
VALUTAZIONE: 89/100

Visivamente sembra inchiostro, compatto, scuro, ma al tempo stesso senza nessuna opacità. Gradevole all’olfatto, di buona complessità, con mora e ciliegia evidenti, seguite da spezie dolci e pepe nero, cenni di tabacco e liquirizia. Sorso di buon equilibrio, con struttura importante e tannini morbidi ed integrati. Come al solito anche in questo caso la freschezza lo sostiene in modo deciso senza nessun sbilanciamento e garantendo grande profondità.

REGIONE: TOSCANA
PRODUTTORE: Tenimenti d’Alessandro
DENOMINAZIONE: Cortona DOC Syrah
NOME: IL BOSCO
ANNO: 2001
VALUTAZIONE: 88/100

Ancora una volta il colore è netto, un rubino denso e profondo. Al naso presenta una buona complessità, con frutti neri, leggerissime speziature dolci, la lieve nota piccante del pepe nero, cenni di muschio e corteccia oltre ad una leggerissima nota foxy che però nell’insieme non disturba affatto. Imponente all’assaggio, grandissima struttura con tannini integri e ben presenti, saporito e ancora una volta con una piacevolissima freschezza che lo allunga su note fruttate.

REGIONE: TOSCANA
PRODUTTORE: Tenimenti d’Alessandro
DENOMINAZIONE: Cortona IGT Syrah
NOME: IL BOSCO
ANNO: 1997
VALUTAZIONE: 86/100

Colore perfettamente integro, un bel rubino impenetrabile. All’olfatto sono di nuovo ben presenti i frutti neri, i fiori scuri appassiti e le spezie, variegate, dolci e piccanti. All’assaggio la struttura è ancora importante, ma i tannini cominciano a scomporsi ed a diventare un po’ rugosi, così come l’acidità tende a non integrarsi alla perfezione. L’allungo finale comunque è degno di questo vino ed alla fine il palato resta piacevolmente fruttato.

REGIONE: TOSCANA
PRODUTTORE: Tenimenti d’Alessandro
DENOMINAZIONE:
Toscana IGT Syrah
NOME: IL BOSCO
ANNO: 1995
VALUTAZIONE: 94/100

Colore perfettamente integro, un rubino compatto che solo ai bordi del bicchiere mostra lievi note aranciate. Al primo impatto olfattivo si percepiscono subito note terziarie di incenso e cenere, un tocco balsamico, quasi mentolato. Solo in seconda battuta arriva il frutto, nero e maturo, principalmente mora e mirtillo, poi arrivano le spezie, pepe nero e anice stellato, infine cenni di corteccia amara, di tabacco, di liquerizia. L’assaggio stupisce per il grande equilibrio, la struttura è importante, come i tannini che però sono setosi, dolci, la freschezza è tesa, mai in evidenza, ma capace di donargli bevibilità ed allo stesso tempo una profondità incredibile. Un vero fuoriclasse.

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