Valtellina: i vini della roccia e del sole
15 Dicembre 2021
Valtellina: i vini della roccia e del sole
15 Dicembre 2021
Un territorio unico che regala vini di estrema finezza ed eleganza, vigneti la cui coltivazione merita veramente l’aggettivo di “eroica”. Terrazzamenti costruiti nell’arco dei secoli strappando piccoli appezzamenti alla montagna anche in punti quasi verticali, 2550 chilometri di muretti a secco che li circondano e li collegano fra loro tramite scalette sempre in pietra e prive di corrimano chiamate Tzapel, attraverso le quali i vendemmiatori dopo aver riposto le uve in gerle, le portano a valle sulle spalle. Questo immenso lavoro dell’uomo ha portato ad un panorama unico al mondo, che merita di essere salvaguardato al di là di ogni genere di speculazione.
Stiamo parlando della Valtellina, una valle che
si estende nella provincia di Sondrio confinando con
la provincia di Como e con la Svizzera...
Stiamo parlando della Valtellina, una valle che si estende nella provincia di Sondrio confinando con la provincia di Como e con la Svizzera tagliata in due dal corso del fiume Adda che determina una curiosa divisione in due versanti completamente diversi per clima e per vocazione agricola: il versante Orobico che guarda a Nord ed è costantemente investito da correnti gelide di origine alpina anche in estate e dal versante Retico verso Sud, che si avvale di un microclima particolare attraverso il quale è possibile coltivare e portare a maturazione la chiavennasca, il biotipo locale del nebbiolo. Si tratta di una piccola area viticola di montagna che grazie alla sua esposizione a Sud, alle precipitazioni poco frequenti ma regolarmente distribuite nel corso dell’anno, al riparo dalle correnti fredde offerto dalle Alpi Retiche a Nord e dalle Alpi Orobiche a Sud ed infine alla Breva, una brezza tiepida che spira dal lago di Como per tutta la primavera e l’estate, che favorisce l’impollinazione ed asciuga i terreni e le piante in caso di pioggia, ci regala vini di grande interesse.
La matrice geologica di questo territorio e data dallo Gneiss, una pietra originata dal compattamento di Porfido e Diorite, ricoperta da un sottile strato di humus e sabbie ricche di ossido di ferro e ossido di alluminio di circa 80 centimetri. Le radici della vite, una volta superata la parte di terreno morbida, devono scatenare una guerra feroce con la roccia per poterla superare alla ricerca dell’umidità presente a strati molto bassi. Avendo viti con apparati radicali così profondi, normalmente non si procede ad espianti e reimpianti dei vigneti, ma si tende a conservarli il più a lungo possibile, magari praticando dei
sovrainnesti dove sia necessario.
La varietà più coltivata è come già detto il nebbiolo nella sua varietà chiavennasca, sono comunque presenti altre varietà autoctone della zona, che meritano di essere citate.
Le varietà autoctone della Valtellina
NEBBIOLO - CHIAVENNASCA
E’ il nome locale del Nebbiolo, ma da qualche anno anche il frutto di una selezione clonale ben precisa.
Sono stati ricavati tre cloni: NC12, NC21 e NC34.
I loro elementi comuni sono dati dalla media vigoria, da un’ ottima fertilità basale con germogliamento e fioritura anticipati.
Il grappolo è medio-piccolo, con buccia nero-violacea molto pruinosa; tollera bene la peronospora, meno bene oidio e botrite.
Dei tre cloni, il C12 ha più colore e “fa il grado” più facilmente, il C21 ha assai più tannino ma anche più aromi, il C34 tiene meglio l’acidità, è anch’esso molto ricco di polifenoli e viene consigliato in “miscela” con gli altri due.
ROSSOLA NERA
La Rossola è un vitigno autoctono della Valtellina, presente nel vigneto valtellinese nella misura del 5% circa. Molto rustico e resistente al freddo, soffre invece la peronospora e l’oidio. La sua caratteristica più importante è la tenuta dei valori di acidità nel tempo. Ne esiste ad oggi un solo clone ovviamente sviluppato in zona, ha grappolo medio-piccolo, acino sferoide rosso-violetto che diventa blu-nero nella parte esposta al sole, fertilità elevata, buccia sottile mediamente pruinosa, poco dotata in polifenoli e pochissimo in antociani.
PIGNOLA VALTELLINESE
Vitigno autoctono di Valtellina ad elevata fertilità e gagliarda vigoria produttiva; le sue uve a maturazione presentano elevata gradazione zuccherina ed intensa sapidità. Molto sensibile all’oidio, sensibile alla botrite, resistente alla peronospora. Ha grappolo piccolo e leggero (160 grammi contro i 210 della Rossola), acino medio-piccolo, cilindrico, alato, serrato. Se vinificato in purezza dà un vino dal bel colore rubino vivo, poco tannico, molto sapido, di una certa finezza; si presta ad essere vinificato in bianco rivelando note aromatiche delicate e piacevoli.
BRUGNOLA DI VALTELLINA
Antico autoctono valtellinese con ampio grappolo conico e senza ali con acino ellittico che richiama colore e forma di una piccola prugna, da cui il nome. Il vino che se ne ricava è molto alto nei valori di acidità e molto colorato, ma non ha struttura tannica e assai raramente arriva a 12 gradi di alcol potenziale. Si tratta di una varietà a doppio uso (da vino e da tavola), le cui analisi sul DNA hanno confermato l’identità genetica con la Fortana, di cui è un biotipo locale. È presente in molti vecchi impianti promiscui, soprattutto nella sottozona Grumello e quasi esclusivamente oltre i 500 metri di altitudine, al riparo dai ristagni di umidità che, a causa della sua buccia sottile come una pellicola, porterebbe rapidamente a marciume.
I vini DOCG prodotti in Valtellina, pur mantenendo la medesima base ampelografica, si dividono in:
Sforzato della Valtellina DOCG, ottenuto attraverso un parziale appassimento delle uve.
Valtellina Superiore DOCG.
Valtellina Superiore DOCG con indicazione di una delle 5 sottozone di riferimento.
Nel settembre 2017, nell’ambito dei “Tre giorni del Sangiovese” è stata proposta un’interessantissima degustazione sui vini della Valtellina guidata da Armando Castagno. In particolare è stata preso in esame il Valtellina Superiore DOCG nelle sue sottozone.
MAROGGIA
Prende il nome dal torrente che la attraversa, è la sottozona di più recente riconoscimento (2002) e la più piccola delle cinque, con i suoi 25 ha di vigneto circa e due proprietari, di cui una è la cantina sociale locale. E’ localizzata nel comune di Berbenno ed è la sottozona più calda in assoluto, quella con il maggiore numero di ore di sole, e le maturazioni più precoci all’interno delle sottozone del Valtellina Superiore. I vini sono poco aggressivi, tendono a giocare su toni più eleganti che potenti, con profumi complessi e di bella ampiezza.
SASSELLA
Si tratta di una vera e propria rupe, probabilmente si tratta della sottozona più celebre, estesa tra il comune di Castione Andevenno e il capoluogo Sondrio, per circa 144 ettari di cui 130 vitati, ben soleggiata ma decisamente impervia, la Sassella presenta pendenze accentuatissime. Zona di nebbiolo classici, equilibrati, minerali, sottili e di longevità eccezionale. La proprietà è frazionata in una miriade di piccoli produttori, pochissimi dei quali imbottigliano in proprio mentre gli altri conferiscono alle molte cantine cooperative del circondario.
INFERNO
Si tratta di uno sperone di piccoli terrazzamenti vitati ad altitudini variabili tra i 300 e i 450 metri slm. Si tratta di una sottozona calda e rocciosa, praticamente senza humus superficiale: i terrazzi sono stati ricavati nei secoli su anfratti di pietra nuda, attraverso un labirinto di scale, è suddivisa fra i tre comuni di Montagna In Valtellina, Poggiridenti e Tresivio. L’estensione vitata è di circa 55 ettari su 68 potenziali. Il sole che batte a picco da sud e il forte riflesso che ne deriva sulla pietra, crea una situazione di grande difficoltà da stress idrico alle vigne in estate I vini sono generalmente caldi, profumati, speziati, minerali e di grande longevità.
GRUMELLO
Altra sottozona di elevatissima qualità, ubicata appena a Nord Est della città di Sondrio divisa fra il comune del capoluogo e quello di Montagna In Valtellina. Ha una estensione vitata di 78 ettari circa, e prende nome dalle rovine del Castello di Grumello che la sovrasta. Il Grumello è il luogo ideale per nebbiolo morbidi, delicati e floreali con note balsamiche di eucalipto, di mentuccia e di spezie dolci e liquirizia. questa sottozona è importante anche per il mantenimento delle varietà storiche della Valtellina, come la Pignola, la Rossola e la ormai rara Brugnola.
VALGELLA
Dal latino “Valliculae”, cioè piccole valli, sono quelle create dai torrentelli che scendono dalle Alpi per arrivare sin qui prima di gettarsi nell’Adda. La sottozona si estende tra i comuni di Chiuro e Teglio ed è la più vasta tra le cinque. Si tratta di un ampio promontorio di roccia esposto a pieno Sud su cui si arrampicano quasi 140 ettari di vigneti a terrazze. Vino di grande tradizione ma poco conosciuto in Italia in quanto storicamente destinato all’esportazione verso la Svizzera. Il Disciplinare di Produzione distingue due tipologie: Valtellina Superiore (che non deve raggiungere un grado alcolico minimo, ma che si trova in posizione superiore come giacitura delle vigne) e Valtellina Superiore Riserva. Le uve utilizzate devono essere per almeno il 90% nebbiolo. Vengono anche definiti i vigneti, che devono essere su “terreni declivi e di natura rocciosa”, con densità d’impianto di 4.000 ceppi per ettaro, fermo restando quelli già impiantati. La resa massima deve essere di massimo 80 quintali per ettaro (tenendo presente che qui le rese normali sono di circa la metà). L’affinamento deve essere di almeno 24 mesi di cui almeno 12 in botte di legno, se l’invecchiamento supera i 36 mesi, i vini possono riportare la dicitura Riserva in etichetta. I vini ottenuti da uve provenienti da due o più delle 5 sottozone possono riportare la sola dizione Valtellina Superiore. Infine una curiosità legata alla commercializzazione con la vicina Svizzera: i vini possono riportare la dizione Stagafässli se imbottigliati e commercializzati in Svizzera, cosa che esclude l’indicazione della sottozona e del termine riserva.
La degustazione dei vini proposti è stata per tanti partecipanti un’autentica sorpresa: prodotti sempre molto gradevoli, a volte più leggeri ed a volte con strutture importanti, ma sempre caratterizzati da una grande bevibilità e sapore, ideali soprattutto come compagni della tavola, idealmente accompagnati ad una cucina di territorio, ma sicuramente piacevoli anche con ricette di altra provenienza, oppure, perchè no, da sorseggiare lontano dai pasti.
Queste le note di degustazione.
Vini degustati
Valgella Valtellina Superiore Docg 2014 Sant’Eufemia
Rosso rubino vivace, luminoso. Al naso rivela immediata una gradevolissima complessità olfattiva: frutti neri in gelatina, note di rabarbaro, una lieve mineralità, cenni iodati. All’assaggio è sottile, diretto con una saporita sapidità minerale ed una freschezza tonica che gli regala bevibilità e allungo. Un vino semplice, ma al tempo stesso molto piacevole da bere, godurioso, da proporre con una merenda a base di pane e salame.
VALUTAZIONE: 88/100
PRODUTTORE: La Perla - Marco Triacca
DENOMINAZIONE: Valgella Valtellina Superiore DOCG La Mossa
ANNO: 2012
PREZZO ONLINE: € 17,00
Inferno Valtellina Superiore Riserva Docg 2012 Fiamme Antiche
Rosso rubino trasparente con lievi note aranciate. I profumi sono caldi, di frutto nero maturo, di fiori passiti, di radici amare, lievi note affumicate, un cenno di grafite, per farla breve, un vino di una complessità quasi disarmante, non staccheresti mai il naso dal bicchiere. All’assaggio regala calore, nonostante un equilibrio quasi perfetto, sapidità e freschezza non sono mai sopra le righe, ma regalano sapore ed un allungo di grande importanza. In questo caso l’abbinamento migliore potrebbe essere con un piatto a base di selvaggina, come un salmì di cervo e polenta di grano saraceno.
VALUTAZIONE: 90/100
PRODUTTORE: AR.PE.PE
DENOMINAZIONE: Inferno Valtellina Superiore Riserva DOCG Fiamme Antiche
ANNO: 2012
PREZZO ONLINE: € 30,00
Sassella Valtellina Superiore Docg 2014 Pietrisco
Rosso rubino scarico. Al naso si viene subito colpiti da una nota minerale di polvere da sparo, che poi viene subito integrata dai frutti, rossi e croccanti, da un tocco floreale di viola e da cenni speziati piccanti, di pepe e di anice stellato. L’assaggio è particolarmente gustoso, saporito, al limite del salato, non si allunga all’infinito ma è un vino sicuramente gastronomico, da abbinare alle tipiche frittelle di grano saraceno con cuore di formaggio: i chisciöi.
VALUTAZIONE: 87/100
PRODUTTORE: Boffalora
DENOMINAZIONE: Sassella Valtellina Superiore DOCG Pietrisco
ANNO: 2014
PREZZO ONLINE: € 19,00
Sassella Valtellina Superiore Riserva Docg 2013 Sassi Solivi
Rosso rubino tenue, con riflessi appena aranciati. Al naso è piuttosto delicato, magari anche un pochino chiuso, si avvertono note di frutti neri, di fiori e di spezie, insomma una discreta complessità che però resta sempre sotto traccia. L’assaggio è ancora una volta particolarmente saporito, la struttura è ben presente ma sempre dominata dalla freschezza e da una sapidità che ancora una volta rende questo vino un buon amico della tavola, magari da abbinare questa volta ad una polenta taragna con funghi porcini.
VALUTAZIONE: 86/100
PRODUTTORE: Cooperativa Triasso e Sassella
DENOMINAZIONE: Sassella Valtellina Superiore Riserva DOCG Sassi Solivi
ANNO: 2013
PREZZO ONLINE: € 25,00
Sassella Valtellina Superiore Docg 2013 Grisone
Rosso rubino luminoso con riflessi aranciati. Complesso al naso, sorprende all’ inizio per una nota minerale quasi marina, che viene subito dominata da una bella mora matura integrata da fiori passiti e note speziate di pepe nero. Assaggio di buona struttura e sapidità, sempre ben equilibrate fra loro ed una freschezza che ne slancia il finale. Anche in questo caso abbiamo un vino gastronomico ma di buona consistenza, che potrebbe essere abbinato per esempio a Medaglioni di capriolo rosolati al burro con salsa alle mele selvatiche.
VALUTAZIONE: 88/100
PRODUTTORE: Alfio Mozzi
DENOMINAZIONE: Sassella Valtellina Superiore DOCG Grisone
ANNO: 2013
PREZZO ONLINE: € 20,00
Sassella Valtellina Superiore Docg 2010 La Castellina
Rosso rubino di media concentrazione. Le spezie sono le prime ad emergere al naso, pepe nero, anice stellato, carrube e poi la felce, i fiori blu e per ultimo il frutto, nero, che lentamente conquista il campo. L’assaggio è di quelli importanti, con una struttura che non si nasconde nonostante sia ben sorretta dalla freschezza. Comunque intrigante, con una bella scia speziata finale. Si potrebbe abbinare idealmente ad un brasato con polenta.
VALUTAZIONE: 89/100
PRODUTTORE: Fondazione Foianini
DENOMINAZIONE: Sassella Valtellina Superiore DOCG La Castellina
ANNO: 2010
PREZZO ONLINE: € 20,00
Grumello Valtellina Superiore Docg 2009 Le Prudenze
Rosso rubino di buona vivacità. All’olfatto è immediatamente coinvolgente, ricco di piccoli frutti neri, fiori lievemente passiti, note speziate, cenni minerali di grafite, un tocco di liquirizia ed una marea di riconoscimenti che salgono lentamente a deliziare il naso. Al sorso non nasconde la sua struttura decisamente importante, ma al tempo stesso ritroviamo sapidità e freschezza ben
equilibrate a sostenerlo, accompagnate da tannini dolci e gustosi a segnarne il finale. In questo caso si potrebbe proporre in abbinamento una guancia di manzo brasata con polenta taragna
VALUTAZIONE: 91/100
PRODUTTORE: Alberto Marsetti
DENOMINAZIONE: Grumello Valtellina Superiore DOCG Le Prudenze
ANNO: 2009
PREZZO ONLINE: € 20,00
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